La formazione post-diploma nel settore del restauro
Attualmente l’attività più stabile in questo ambito è costituita dal corso post diploma triennale per ‘tecnico collaboratore del restauro di beni culturali’, per il quale la Regione Lombardia ha attribuito alla Scuola Fantoni la ‘patente’ di Centro di eccellenza regionale nel settore dei beni culturali.

Il corso ha due obiettivi prioritari: il primo è la formazione di personale in grado di operare con competenza nel settore del restauro, il secondo è l’effettiva possibilità per gli allievi di inserirsi nel mondo del lavoro al termine dell’attività formativa.

La figura del tecnico del restauro, fortemente professionalizzante, collabora con il restauratore operando sui manufatti con consapevolezza del loro valore estetico e documentario in tutte le fasi di lavoro, a partire dalla definizione del piano di lavoro e dalla scelta dei materiali e delle tecniche esecutive.

Il tecnico restauratore deve saper padroneggiare tutte le fasi di un intervento di restauro, a partire dall’analisi conoscitiva e dalla stesura del progetto sino alla relazione finale. Le operazioni vere e proprie sono ovviamente diverse a seconda del tipo di bene sul quale si va ad intervenire, sebbene ve ne siano alcune - pensiamo ad esempio alla pulitura - che sono comuni ad ogni tipo di intervento.

Nel restauro di tele, la fase esecutiva prevede interventi quali la velinatura, la foderatura, il consolidamento, la sigillatura dei tagli, l’integrazione pittorica. Tipiche del restauro di affreschi sono le operazioni di discialbo, consolidamento degli intonaci, riadesione della pellicola pittorica, estrazione dei sali solubili, stuccature e ricostruzione di lacune o parti mancanti, riporto del disegno preparatorio, integrazione pittorica. Il restauro di materiali lapidei prevede ulteriori tipicità nella fase esecutiva, quali ad esempio la pulitura con microsabbiatrice, la pulitura con impacchi, la creazione in laboratorio di materiale idoneo per un’adeguata integrazione delle parti mancanti, l’integrazione vera e propria con interventi di stuccatura e modellazione, eventualmente con il supporto dell’inserimento di perni in vetroresina collocati ad hoc.

Per consentire agli studenti del corso di sviluppare e consolidare tali competenze, risultano centrali le attività di laboratorio, che a partire dal secondo anno coincidono sempre di più con lavori su beni reali.

Altrettanto decisive sono le esperienze sul campo, svolte sia in forma di ‘cantiere scuola’ – grazie alla collaborazione e al supporto della competente Soprintendenza - sia in forma di stage individuali.

Per quanto concerne gli stage individuali, essi sono lo strumento principale che consente l’effettivo e il più delle volte immediato incontro con il mondo del lavoro; si tratta di oltre 400 ore che ciascuno studente svolge presso aziende del settore, nella maggior parte dei casi operando in cantieri di restauro di grande rilevanza. Negli ultimi anni, ad esempio, hanno avuto modo di sperimentare le proprie competenze nel restauro del Santuario di Caravaggio, della Chiesa delle Grazie a Milano, dell’ex monastero di Astino, della Villa Reale di Monza, del Palazzo Reale di Milano, dell’Abbazia di Viboldone, del Santuario del Lavello a Lecco, della Chiesa di S. Alessando in Colonna e del Duomo di Bergamo e così via.

Per quanto riguarda i ‘cantieri scuola’, essi non sono altro che la realizzazione di un vero e proprio cantiere di restauro su un bene reale da parte di tutta la classe nel suo insieme, a partire dai sopralluoghi e dalla stesura del progetto sino alla relazione finale che fa seguito alla conclusione del cantiere vero e proprio.

Tra le più recenti attività di laboratorio svolte su beni reali e di cantiere scuola, ve ne sono alcune che - per l’importanza della collaborazione messa in atto, per il livello del lavoro svolto e per l’efficacia in termini didattici - hanno consentito di sviluppare esperienze particolarmente interessanti; pensiamo ad esempio al restauro del ‘Monumento ai caduti’ nella Galleria di Avansera del Cimitero Monumentale di Bergamo, al restauro delle pareti e della volta dello scalone principale e della sala Bianca di Palazzo Pesenti ad Alzano Lombardo, al restauro degli altari laterali della Chiesa di Bottanuco, al restauro conservativo di otto tele appartenenti a Chiese ed enti religiosi del terriorio bergamasco.

Attualmente è in fase di avvio un’attività di cantiere scuola che prevede il restauro conservativo delle pareti interne della Chiesa di Santa Maria della Maddalena a Martinengo.
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